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Primo poster teaser per Clock Tower

Il tanto atteso film su Clock Tower, di cui si hanno, purtroppo, sempre pochi aggiornamenti, ha finalmente un primo poster:

Novità sul film su Chun Li

Direttamente dal blog sul film di Street Fighter, arrivano alcune (buone?) news su questo nuovo lungometraggio ispirato al videogioco. Il film, come già molti di voi sapranno, sarà incentrato sul personaggio di Chun Li, interpretato da Kristen Kreuk (Lana Lang di Smallville, per intenderci). La news apparsa di recente risponde ad una domanda che tutti ci ponevamo: ci saranno Ken e Ryu? La risposta è soprendente: no. La spiegazione è che il mondo di Street Fighter è pieno di personaggi importanti ed altri film, prima, sono riusciti bene nell'intento senza un "cast completo", in particolare viene citato x-men in merito all'assenza di Gambit.
Una seconda domanda che ha ricevuto risposta riguarda il tono del film: pare che ci sarà molto sangue e che i vestiti originali del videogioco non saranno del tutto rispettati per rendere il tutto più realistico. In pratica, non sperate di vedere Mr. Bison col suo consueto completo rosso o Balrog con i suoi guantoni, ma potete contare sull'acconciatura di Chun Li e la maschera di Vega!

Per quel che mi riguarda queste risposte mi soddisfano... sulla carta. Bisognerà vedere quanto il prodotto finale sarà coerente alle premesse!

L'ALTRA DONNA DEL RE - Recensione


L'era dei Tudors, a detta di molti, un periodo storico sempre in voga. L'era dinastica di Enrico VIII, sovrano che tentativo dopo tentativo, amanti e mogli (6 in tutto), con l'unica pretesa di avere come erede al trono un maschio, da alla successione monarca una grande regina, l'Elizabeth di Cate Blanchett. Ma quella è tutta un'altra storia, se non altro, quella che ne succede. Enrico VIII è diventato uno dei re storici più popolari della monarchia inglese, ma più per le sue peripezie amorose e relazionali, che per i suoi grandi meriti monarchici. Ma quel sovrano descritto dal romanzo di Philippa Gregory, è un Enrico VIII ancora giovane e in salute, interpretato per l'occasione dal bravo Eric Bana (Munich di Steven Spielberg). La regina, nonchè sua prima moglie, Caterina D'Aragona, gli da una prima figlia femmina, ma il resto dei figli muore alla nascita o in tenerissima età. Così il via al disperato bisogno di avere un erede maschio ancor più di vedersi affiancato in amore una grande donna. Ripudiata dal letto, Caterina D'Aragona verrà ben presto ripudiata anche come regina, e l'unica figlia, disereditata. A causa delle trame tesse dal debole Thomas Boleyn sotto l'imponente influenza del cognato Thomas Howard, duca di Norfolk, sua figlia Anne (Natalie Portman) viene istruita per divertire il re durante l'alloggio di questo nella dimora dei Boleyn. Anne si rivelerà ben presto fin troppo sofisticata e sicura di se, anche per lo stesso sovrano, tanto che a seguire di un incidente, il re poserà lo sguardo sulla sorella minore di Anne, la mite e solare Mary (Scarlett Johansson), già sposa ad un funzionale di corte. L'animo meno stravagante e sicuramente più modesto della dolce Mary stregherà il cuore del sovrano, dimostrandosi tanto interessato da ordinarle di lasciare marito e vita di campagna per seguirlo alla corte come fittizia damigella d'onore della regina. Qui comincierà a venir fuori il contrasto fra le due sorelle, un tempo legatissime, poichè Anne si sentirà plagiata e tradita dalla sorella minore. Mary risulterà ben presto gravita, e credendo di venir ricambiata, si innamorerà follemente del suo "dolce" re, intanto però, la sorella maggiore si sposa in segreto ad un uomo già impegnato, il cui fatto, venuto a conoscenza del padre e dell'ambizioso zio sarà motivo di esilio in Francia. Anne esploderà d'odio nei confronti della sorella Mary, una volta scoperto che gli anziani hanno recepito il "fattaccio" da quest'ultima, anche se le intenzioni della dolce Mary erano tutt'altro che cattive. Il periodo di esilio in Francia durato ben 2 mesi, ripoterà una Anne mutata, sempre sofisticata e ambiziosa, ma capace di una maturità dialettica e artistica da tener testa allo stesso Enrico VIII. Mossa da ambizioni di distruzione e vendetta nei confronti di Mary, Anne calerà una rete in cui il re incapperà ben presto, finendo col divenire il suo stesso burattino per il solo desiderio carnale. Le conseguenze saranno disastrose per la famiglia, in principal modo per la povera Mary, che verrà presto rispedita in campagna, allontanata dall'amato re, e, il figlio appena partorito, riconosciuto illeggittimo. In una spirale che ben presto si farà incontrollabile per la stessa Anne che influenzerà il re nella scelta di ripudiare la rispettata moglie Caterina, e di conseguenza, effettuare lo scisma dell'Inghilterra da Roma, dando origine alla chiesa anglicana. Il popolo ben presto si ribellerà, e quell'amato re di un tempo lascerà spazio ad un uomo lunatico, ormai incontrollabile e facilmente abbindolato dalle passioni fisiche. Mary non volterà comunque le spalle alla sorella, tanto da rimanerle accanto nei momenti di maggior tensione, fino ad una totale perdita di controllo, e alla tragica fine degli ambiziosi progetti della famiglia Boleyn, a discapito dello stesso fratello di Anne e Mary, George (Jim Sturgess) agli occhi di una madre disperata (Kristin Scott Thomas). Il sipario si chiuderà in maniera folgorante, fra gli sguardi animati delle due sorelle, l'una pentita, l'altra misericordiosa, non poter far nulla, entrambe vittime di un uomo che un tempo le aveva desiderate. Incanalati stati d'animo differenti, con la sola ed unica prevalenza dell'amore che una ha sempre nutrito per l'altra, quasi come un grido inespresso, le loro labbra sono serrate, o sboccate per lo sgomento, ma sono i loro occhi ad urlare, a pronunciarsi quel "ti amo sorella mia", e quei loro primi tormenti tutto ad un tratto svaniscono per lasciare spazio ad una redenzione fittizia, ma certamente goduta, e gli ultimi dieci minuti della pellicola raggiungono l'apice di un film che si mantiene comunque ad un ritmo sorprendemente coinvolgente e che narra piacevolmente i suoi molteplici colpi di scena. Tutti eravamo abituati ad una Johansson femme fatale, qua completamente diversa, ancor più espressiva che in "La Ragazza con l'Orecchino di Perla" che le aveva fatto guadagnare la seconda nomination ai Golden Globes per la migliore interpretazione (in tutto 4). L'impatto visivo è comunque ambiguo, il regista Justin Chadwick (reduce di film per la tv), dimostra di sapersi ben orientare, ma di puntare talvolta su scelte registiche oggi probabilmente fin troppo "dozzinali", come il riprendere intere scene da insolite visuali (attraverso uno spiraglio dato da una porta lasciata socchiusa e via dicendo). Potrebbero considerarsi scelte dal risultato dualistico, da una parte il voler ravvicinare il risultato visivo del film a affreschi dell'epoca, dall'altra parte la presunzione di voler stupire lo spettatore ma talvolta di "nauserarlo". Ma, e per fortuna, l'ambiguità delle riprese si rivelerà ben presto sporadica, e se non altro irrisoria, grazie anche ad una generale e meticolosa (quasi maniacale) cura visiva (sublime fotografia di David Allday, lo stesso che ha reso visibilmente un cult il bellissimo "La Fabbrica di Cioccolato" di Tim Burton; magnifici costumi della due volte premio Oscar per "Shakespeare in Love" e "The Aviator", Sandy Powell; e le suggestive scenografie di Sara Wan, che ha in passato curato anche quelle del particolare "Breakfast on Pluto"). Il format potrebbe comunque definirsi "studiato", romanzare un'intera era storica, impreziosirla di love story assortite, interpreti belli e in voga, e puntare sul successo dei due "Elizabeth" per imporsi come prequel storico. Ma le ambizioni della pellicola sono comunque fondate, e così un kolossal d'intrattenimento assume anche il funzionale ruolo di prezioso cimelio della cinematografia in costume, un film velato comunque di una poeticità propria, capace non solo di rappresentare per filo e per segno un romanzo lasciandolo praticamente nudo, ma capacitarlo piuttosto di una cast interamente capace, alcune sequenze da antologia, e l'immane capacità di commuovere ed emozionare dal primo all'ultimo minuto, in parte anche grazie all'indimenticabile colonna sonora di Paul Cantelon, già autore delle celebrazioni musicali de "Lo Scafandro e la Farfalla", capace di sottolineare anche il più emozionante degli eventi e di rendersi componente preponderante della scena stessa. I dialoghi sono ben diretti da un valido copione e generalmente di buon impatto. Ma la completa riuscita la si deve più alle due eroine, e in questa caso ricchi costumi e ambientazioni regali fanno solo da (splendida) cornice, due talentuose interpreti, completamente a loro agio nei loro ruoli, che si stringono fra amore ed odio in un cammeo ove sarebbe sinceramente bastata l'imponenza e l'espressività dei loro volti per confezionarne uno struggente capolavoro, che ha del melò, che ha del credibile, che ha del kolossal storico. Dunque un "Bravissimo" a Chadwick, come esordio alla regia, capace di confezionare non il solito blockbuster fritto misto di battaglie assortite, personaggi troppo slegati fra di loro e una nauseante correttezza storica, concentrandosi piuttosto sull'idillio delle due interpreti protagoniste, entrambe belle e brave, differentissime ma complementari, paragonabili solo a Crawford e Davis in "Che fine ha fatto Baby Jane?", un tale idillio d'amore ed odio non lo si vedeva da parecchio tempo.

4 su 5


Scarlett Johansson si mostrerà senza veli


La nota e bella attrice Scarlett Johansson ha acconsentito a farsi fotografare nuda in un servizio fotografico della nota rivista GQ. "Ho sempre sognato di fare un nudo artistico" - spiega l'attrice "ma volevo essere sicura che l'artista fosse all'altezza. Con GQ sono stata chiara su questo punto". Chissà se la vedremo mai come in questo fumetto.

Ian McKellen anche in The Hobbit

L'attore britannico ha confermato la presenza anche nel quarto film (in ordine cronologico) sulla saga di Tolkien prodotta da Peter Jackson. Le riprese potrebbero cominciare nel 2009.

Trailers

Restando in ambito di cinema, vi segnalo due trailer: Indiana Jones e Sweeney Todd. Non so quale aspettare con più veemenza, ma di certo per Sweeney l'attesa è minore :)

Sogni e delitti: recensione


"Stiamo oltrepassando un confine, da qui non si torna più indietro..." Bisbiglia Terry al fratello. Terzo appuntamento londinese col genio di Woody Allen, dopo il capolavoro pluricandidato di Match Point e il leggero ma simpaticissimo Scoop (che in comune, oltre al grigiore londinese, vantano la bellissima Scarlett Johansson). Terza volta, ma senza sexy bionda tutta curve. Woody non ci lascia però senza bellezze di turno, adottando stavolta la fascinosa mora Hayley Atwell che interpreta Angela Stark, attrice di teatro dalle fattezze burrose. Al centro di questo Cassandra's Dream, titolo originale, seguiremo le vicende di due fratelli affezionati, Ian e Terry, rispettivamente Ewan McGregor e Colin Farrel. Tanto al verde quanto viziosi e narcisisti. Il primo che, per amore del padre di medio borghesia, gestisce un ristorante, sogna di entrare nel girone di affari di catene d'alberghi, il secondo invece, che gestisce un'officina, spera di poter tirar su famiglia con l'amata fidanzata. Entrambi però, fra i tanti buoni propositi, hanno corrispettive cattive abitudini: Ian infatti ama spacciarsi per ciò che non è, sfoggiando belle auto date in prestito dall'officina del fratello Terry che invece fra calmanti, alcool e gioco d'azzardo finisce sempre col non fare quello che vorebbe. La calma apparente del film finisce col smarrirsi a seguire di due eventi che coinvolgono i fratelli, il primo infatti conosce la precedentemente citata attrice di teatro, Angela, venendole in soccorso a seguire di un guasto all'auto di lei; viziosa, sempre pronta a sacrificare il suo corpo al fine di conquistare qualche nuovo ruolo a teatro. Terry invece si ritrova in debito di ben 90 mila sterline per una giocata di troppo a poker. Così facendo, fra piccole ma mancate richieste di aiuto a madre e padre, l'apparentemente bella notizia dell'arrivo di zio Howard in zona, ricco uomo d'affari trasferitori in Cina per la diretta gestione di alcune cliniche, pare rasserenare l'animo dei due fratelli, l'uno in mano della viziosa e infedele donna di cui ha ormai perso la testa e l'altro in mano di violenti creditori. Lo zio (il sempre ottimo Tom Wilkinson) gli si rivela ben presto favorevole, dimostrandosi pronto a finanziare loro idee e colmare loro debiti, ad una sola condizione, in virtù del "valore della famiglia", devono far sparire un ex dipendente dello zio, pronto a testimoniare in tribunale e a farlo marcire in prigione. Ovviamente didubanti all'inizio, i due fratelli riescono però a convincersi prematuramente, finendo in quello che loro stessi ben presto definiranno "un punto di non ritorno". Ogni delitto è ben premeditato, le ragioni probabilmente un pò meno, castigo finale o non, il rimorso fa già tanto di per se, rivelandosi tremendamente imponente e riluttante. La freddezza sicuramente voluta del personaggio del buon Ewan McGregor contrasta efficaciamente con l'animo apparentemente forte del personaggio di Colin Farrel, tanto immaturo quanto ingenuo.
Cassandra's Dream, la barca il cui acquisto viene descritto all'apertura di questo dramma, da cui il titolo originale, rimane però un semplice simbolo, spiegate infatti le vele, si cavalca l'oceano, alla ricerca di quella terra lontana tanto bramata, quello che a conti fatti è solo un sogno, e non è mai detto che i sogni non rimangano tali, sogni per cui illudersi e piangersi addosso, nessuna promessa, alcuna garanzia, l'unica certezza che "il prima è passato e adesso è adesso", citazione dal film stesso. La conclusione si rivela in chiave dualistica, maggior pregio e al contempo maggior difetto della pellicola, imprevedibile e struggente e in ugual modo pretenziosa e tremendamente ricercata. Che Woody sappia sceneggiare, questo è oramai approvato, ma il finale che mette in risalto pretesti per rimpiangere azioni compiute fino ad un imprevedibile stravolgimento degli eventi narrati lascia comunque trasparire e non poco una quasi ossessiva ricerca nel voler sconvolgere lo spettatore tramite ogni mezzo, concesso e non. Ad ogni modo ci riesce, e il film che fà quasi il verso a Match Point per tematiche ancor più nere e affilate, si rivela però solo ombra di quest'ultimo, dimostrandosi comunque superiore a molti altri film di Allen, vuoi per l'armonia complessiva e generale del cast artistico e tecnico (primo fra tutti il bravissimo Colin Farrel), vuoi per quello che riesce ancora ad echeggiare vivido nella testa degli spettatori anche molte ore dopo dalla visione del film: molti sarebbero realmente disposti a tutto pur di avverare i propri sogni. Effettivamente il confine fra lucidità, determinazione, delitto e rimpianto è più sottile di quanto si possa credere o anche solo immaginare.

3,5 su 5

Persepolis


Dopo il post sul fantascientifico Torchwood, cambiamo completamente genere e passiamo alla dura realtà. Il 7 Febbraio, grazie a Radio Zammù, ho avuto l'occasione di vedere in anteprima il soprendente Persepolis al cinema Ariston di Catania. Il film di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, basato sui fumetti autobiografici della stessa Satrapi, ha già ottenuto il riconoscimento del festival di Cannes attraverso il premio speciale della giuria ed è candidato come miglior film di animazione agli Oscar 2008.

Il mio commento sarà breve perché le parole non basterebbero a definire la bellezza di questo film. L'unico paragone che mi viene in mente in questo momento è nei confronti de La vita è bella di Roberto Benigni; i due film hanno in comune il tema della guerra e la maestria nel coniugare divertimento e drammaticità, riuscendo a alternare lacrime e sorrisi nel giro di poche scene. Nel caso di Persepolis, il lavoro è reso più "facile" e incisivo grazie all'uso dell'animazione, un mezzo molto più espressivo del cinema "in carne ed ossa" quando modellato da mani sapienti come quelle della fumettista iraniana. Io non ho altro da dire, la trama la trovate su centinaia di altri blog, quindi vi lascio a una citazione dal film:

A quell'epoca conducevo una vita tranquilla e senza storia, una vita da bambina. Andavo pazza per le patatine con il ketchup, Bruce Lee era il mio eroe preferito, portavo le Adidas e avevo due ossessioni: potermi un giorno radere le gambe e diventare l'ultimo profeta della Galassia".

Scusa ma ti pozzo conoscere?

Questo meritava un post a parte :)

La storia non deve dimenticarsi! - Recensione "Come d'incanto"

La storia non andrebbe dimenticata! Andrebbero visti con maggior entusiasmo rivolto al passato vari Ratatouille, Shrek e Chicken Little. Non dimentichiamoci che prima di orchi verdi, polli impazziti e ratti chef (molto prima), ben 70 anni fa, un genio, quale Walt Disney, a cui tutti dovrebbero per diritto la cosiddetta "fabbrica dell'animazione" da cui l'omonimo marchio che anno dopo anno ha confezionato alcuni fra i più grandi gioielli dell'animazione e non, ci rese fortunati spettatori di uno dei maggiori omaggi artistici alla cinematografia di sempre, "Snow White and the 7 Dwarfs" da noi meglio conosciuto come "Biancaneve e i 7 Nani", probabilmente una delle produzioni più complesse e ambiziose di sempre, primo lungometraggio animato della storia: sfruttare i media, non badar ai mal auguranti e o pensanti (sarà un vero e proprio insuccesso!), rendere un misto di poeticità visiva a cotanta ricercatezza musicale senza strafare, il risultato, al contrario, fu un autentico capolavoro che regalò all'ambizioso Walt Disney diverse nominations all'Oscar, inclusa quella per la miglior colonna sonora, e un bellissimo Oscar speciale in un’originale versione rappresentante il classico "figurino" e 7 piccoli cloni in versione ridotta accanto (riferimento al film vincitore). Sono successi miriadi di altri cult, film come Fantasia, Cenerentola, Peter Pan, La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Il Re Leone, Hercules; film che con positivo vigore si sono imposti non solo come “ritratti infantili” di eventi profondamente credibili imponendo a loro volta morali poi non così implicite, ma anche come vivide sorgenti di sogni, speranze e fiducie che prendono forma e movimento in quelli che ormai vengono semplicemente definiti “cartoon”. Oggi Kevin Lima, l’autore dell’ormai celebre Tarzan Disneyano, ci riporta in un mondo che pareva perduto fino a pochi anni fa, un mondo in cui la comicità può ancora non venir definita ovvio binomio di volgarità assortite, ma così come in Aladdin, comicità e genuinità, un binomio da incassi record. Ormai si è venuta a creare una presunzione “artistica” a dir poco terrificante. Un primo fortunato Shrek seppur altamente sopravvalutato ha dato vita a molteplici cloni insipidi e scoraggianti, animaletti flautulenti, umani deformi, e così via, facendo libero sfoggio di citazioni da capolavori dell’animazione con più di una non risentita frecciata con l’unico scopo di deridere. E la computer grafica da scelta artistica quale poteva esser nell’ormai lontano 2000 è divenuto oggi quasi un obbligo di curriculum. Molti film hanno perso il proprio fascino, ed anche i maggior successi di oggi hanno un non so che di poco identificativo. E “Come d’Incanto” cade proprio a fagiolo. Ricco di un port-folio di citazioni ormai centenarie, senza troppi volgarismi ma seppur con una vena comica a tratti decisamente esilarante, Come d’Incanto ci regala primi quindici minuti di pura poesia, descrivendoci sullo stile del già citato Tarzan la dolce principessa Giselle, che fra melodici canticchiamenti, si promette in sposa all’intrepido principe Edward lo stesso giorno che i due si incontrano e che il principe le salva la vita da un orco. La matrigna del giovane, la perfida regina Narissa, però “ovviamente” contraria, travestitasi da vecchia venditrice di mele (citazione), attira la fanciulla per poi getterla in un pozzo, diretto portale verso il nostro mondo, l’attuale New York. Il colorito cartoon si trasforma presto in un grigio film, e la principessa smarrita prende le sembianze della bravissima Amy Adams, attrice di origine italiana, che per questa interpretazione si è guadagnata una nomination ai golden globes. L’incontro con un gentiluomo di città, l’avvocato Robert Philip, che in molti avrete visto nel telefilm “Grey’s Anatomy” cambierà non poco la mentalità evidentemente occlusionata, forse ingenua, ma sicuramente fin troppo sognante della bella principessa, capovolgendo non poco la situazione, rendendo la città in cui tutti viviamo e critichiamo “giusta morale da seguire” da parte del superficiale mondo dei cartoon, dove l’amore sboccia anche dopo poche ore di apprendimento l’uno dell’altro, grazie al solo ausilio di canti a suon di promesse dal lieto fine. Qui il lieto fine è un “semplice” cambio di rotta, uno scambio di opinioni fra due animi pensanti diversamente. La principessa che va piroettando in musica per la Walk of Fame, travolgendo seppur molto incredulamente i passanti cittadini, il che si rivela un contrasto genuino ma mai banale, viceversa l’avvocato racconta alla fanciulla di come lui e la sua ex moglie abbiano deciso di declinare il loro matrimonio, rivolgendo così alla principessa una visione sicuramente più complessa e risentita del rapporto fra due persone. Anche il finale subisce un ulteriore piega, accreditandosi la sigla di “eroina in soccorso dell’eroe” e non viceversa. In un perfetto collage di comicità e sentimento, il film scorre piacevolmente; già stracult la scena in cui Giselle si mette a lavoro per riordinare l’appartamento di Robert, e traendo ispirazione citazionale dal “Proviamo a fischiettar” di Biancaneve, attira un gruppo di animali presenti nei dintorni. Dolci cerbiatti e pettirossi cinguettanti? No. Enormi blatte marroni, ratti di fogna e piccioni di strada. Il tutto condito dall’ottima prestazione recitativa di Amy Adams, che all’occasione non dimostra alcun risentimento, seppur dubbiosa dell’aspetto non propriamente “carino” degli animaletti accorsi in suo aiuto, continua a cantare pienamente a suo agio. Vi sfido poi a non ridere nella scena in cui Robert scopre com’è che la principessa vanta sempre dei nuovi abiti pur trovandosi sperduta a New York. Da non dimenticare la comparsa sempre gradita di Susan Sarandon, bella come non mai, ancor più dark che nel suo ormai leggendario ruolo in “The Rocky Horror Picture Show”. L’unica critica và rivolta alla localizzazione italiana, le canzoni infatti hanno una traduzione a dir poco pessima nella quasi disperata ricerca di una rima a fine verso, vi assicuro che la versione originale è ben migliore, o quanto meno maggiormente ispirata, vi ricordo che i brani sono infatti composti e scritti dal pluripremiato Alan Menken (La Sirenetta – La Bella e la Bestia – Aladdin – Il Re Leone – Pocahontas etc.). Come d’Incanto è dunque un nostalgico omaggio all’animazione di ieri, uno spaccato citazionale che non teme di sfigurare nel rappresentare l’ovvio contrasto tra favola e realtà, condito peraltro da situazioni irriverenti. Non manca poi di prendersi gioco di se stesso, eleggendosi propria parodia, dimostrando, oltretutto, più di un ovvio senso d’innovazione e ritraendo non proprio alla leggera l’aspetto sognante e fiabesco dei maggiori capolavori Disney. C’è da ammetterlo, non certo usuale.

3,5 su 5

Essere o non essere Alice?


Beh sembra che qualcuno abbia preso una cantonata: RadioFree.com ha intervistato Sarah Michelle Gellar e, alla domanda Farai ancora Alice? l'ex star di Buffy ha risposto (traduzione mia quindi non fidatevi troppo :P): "Lo spero. Cioè, è un progetto a cui mi sono appassionata. E' una storia che mi piacerebbe vedere. Ho paura che di questo passo dovrò fare la Regina di Cuori perché sarò troppo vecchia per fare Alice. [ride] E' qualcosa che mi piacerebbe davvero vedere finita. E, purtroppo, è stata vittima di un cambio di regime nello studio. Ma non mi tirerò indietro. E, al contrario di quello che potreste aver letto, è ancora un mio progetto. [ride] E sto ancora lavorando diligentemente. Quindi a tutti i fan di Alice: non mi arrendo. Perché credo che lì ci sia una storia così bella, pazza, interessante, intricata per essere raccontata. [scherza] E se sarò obbligata a scrivermela da sola uno di questi giorni, potrei farlo...

Nuovo post nuovo trailer: Chipmunks


Chi di voi non ricorda il cartone dei 3 scoiattolini che cantavano a squarciagola? Si chiamava Alvin Superstar e adesso ci viene riproposto in versione cinematografica. Il trailer è uno spasso! Speriamo che anche il film sia carino.

Trailer di The Dark Knight

Per chi non lo sapesse, si tratta del prossimo Batman, in cui il "villain" sarà il Joker. Ho trovato questo trailer abbastanza insignifcante, ancora non riesce a convincermi... il Joker di Jack era supremo, e non so se sarà possibile superarlo.

Sarah non farà Alice


NOOOOOOOOOOOO! Dopo pochi giorni dall'annuncio che Alice uscirà quest'estate, adesso la terribile notizia che la protagonista non sarà Sarah Michelle Gellar, ma l'antipaticissima (opinione del tutto personale) Maggie Grace. Sembra, infatti, che sia sempre stata la seconda scelta di Nispel. Continuo a perdere interesse verso questo film, ormai non c'è più alcuna garanzia di qualità neanche nel cast.

Cloverfield: Teaser Trailer

È finalmente uscito il teaser trailer in italiano di Cloverfield, l'ultima creatura di J.J. Abrams. Devo dire che ne ho abbastanza della sua tecnica dell'incuriosire nascondendo, eppure riesce sempre nel suo intento!

Alice Is Back

Chi non ricorda quel capolavoro videoludico di American Mcgee's basato sul personaggio di Alice nel paese delle meraviglie? Beh, da diversi anni si parla di un film ispirato quel videogioco (ispirato a quel libro, ispirato a... vabbè)) e, finalmente, vengono fuori delle date. Riassumendo l'articolo dell'Hollywood North Report, sembra che il film, in cui Alice sarà interpretata da quello stupendo mito di Sarah Michelle Gellar, sarà pronto per Luglio 2008. Il regista sarà Marcus Nispel (che dovrebbe anche dirigere il remake di venerdì 13) e lo script di
Erich e Jon Hober. Speriamo non sia l'ennesima delusione....